Oltre i confini

… perché la solidarietà diventi concretezza

Tra i figli del mais… – 1998

Pagina tratta dal volume…

 

Dagli ori agli orrori della capitale

Ed arriva l’ultimo giorno della nostra avventura “tra i figli del mais”

Abbiamo riservato l’ultima visita ad una missione, nel quartiere di Lemon, diretta da un prete torinese, don Piero Nota, purtroppo mentre noi eravamo in Guatemala lui era a Torino! ci ha accolto un volontario della parrocchia che ci ha guidato nella visita. Lemon  è un quartiere alla periferia della città quasi completamente costruito in un avvallamento delle colline. E’ una enorme bidonville: 80 mila persone stipate in tre agglomerati di caupole fatte con cartone e lamiera. Fermiamo il nostro pullman davanti alla chiesetta, abbarbicata sugli speroni di una collinetta. Accanto c’è la semplice casa del missionario ed un dispensario dove si cura la povera gente. Con la nostra guida ci incamminiamo per la favela. Tanti bimbi ci guardano e ci seguono. Attorno giovani dallo sguardo allucinato. A terra tanti sacchetti di plastica con i resti della colla sniffata. C’è gente che cerca tra i rifiuti qualche cosa da mangiare. Uomini marciano sulla strada o bivaccano sui muretti con sguardi spenti, stanchi, molti forse pieni di “cervesa” o di “aguardiente”.

Tanti i bambini che chiedono qualche quetzal, caramelle, biscotti, Tante giovani ragazze con il pancione grande… Tutti ci guardano con interesse… Siamo i “gringo”, i ricconi carichi di macchine fotografiche e cineprese.

Chissà cosa passa nelle loro menti e nei loro cuori! Certo questa visione è così diversa dai posti ameni visitati in antecedenza… Ma così vive il 60% della popolazione!

La guida ci spiega la situazione, il lavoro che la comunità ecclesiale cerca di fare, l’aiuto concreto che cerca di dare. Quando torniamo nella chiesa per fare insieme eucarestia, ci domandiamo se possiamo in coscienza celebrare o se siamo tutti in peccato mortale… il peccato dei ricchi che non sanno dare neppure le briciole che cadono dai loro tavoli. Con fatica ci confrontiamo con la parola di Dio. E’ parlante, sconvolgente, certamente urtante questa realtà toccata con mano, vista di persona.

Personalmente sono allibito. Ero stato già a fare visita a don Piero al Lemon nel 1990 ed ho trovato una situazione enormemente peggiorata. Abbraccio alcune persone conosciute allora. Quando stiamo per partire, due poliziotti ci impongono di lasciarli salire sul pullman. ci accompagnano fin fuori del quartiere per prevenire o proteggerci da eventuali assalti o sequestri. Sul pullman c’è silenzio. Un silenzio carico di riflessione, di sconcerto, di sofferenza.

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