Oltre i confini

… perché la solidarietà diventi concretezza

Portiamo a termine il villaggio San Francesco

L’11 febbraio riceviamo, via internet, scritti da don Angelo: una lettera che presenta la situazione del progetto, i debiti da pagare, una toccante intervista ad un papà della discarica che narra la sua travagliata vita e la gioia di avere finalmente un tetto per la sua famiglia.

Riportiamo integralmente i testi.

 

Lettera di Don Angelo

Carissimi amici,

sono due settimane che sono ritornato a Palmares, e ricordo ancora con piacere l’incontro con voi nella messa del giorno dell’Epifania.

Anche durante la mia assenza i lavori di costruzione delle case sono continuati, ormai si è sulla retta finale. Stiamo sistemando porte, finestre, impianto elettrico e parte idraulica.

Una buona notizia è che un gruppo di Palmares si sta organizzando per donare alle famiglie, che attualmente vivone nella discarica, un po’ di mobilio in occasione del loro trasferimento nelle case nuove.

È un altro risultato positivo della nostra iniziativa. Finalmente anche la società di Palmares comincia a svegliarsi, ad occorgersi della situazione disumana in cui vive parte della popolazione e cerca di fare qualcosa.

Quando sono stato a Grugliasco qualcuno mi ha domandato quante case abbiamo costruito. Le case sono 24, qunate le famiglie della discarica. Purtroppo però sono ancora in gran parte da pagare.

Il costo di ogni casa è risultato poco superiore al preventivo. Esattamente 1500 dollari ciascuna, per un totale di 36.000 dollari.

Per il momento è stato pagato l’equivalente di 20.000 dollari e abbiamo un debito di 16.000 dollari.

Resterebbe poi da costruire un salone comunitario.

Faccio quindi appello ala vostra generosità e vi ringrazio di cuore a nome anche delle 24 famiglie, che prestissimo avranno una dimora degna.

Don Angelo

 

Intervista ad Adriano uomo della discarica

Adriano (Negao) ha 23 anni, è alto e magro, ha spiccate doti di “lderanza” e durante il “mutirao” (lavoro per le case) si è impegnato molto, facendo anche coragio ai compagni.

- Prima di abitare nella discarica dove vivevi?

Abitavo a Palmares nella Grota do Bispo (un quartiere povero e violento), avevo circa 8 anni, poi mio papà fu ucciso, vissi lì ancora 2 anni con mia mamma in una baracca affittata. Durante il giorno seguivo i camion delle immondizie fino alla discarica per raccogliere ciò che poteva servire, ma alla sera ritornavo a casa. Condussi questa vita per circa due anni.

- Quando cominciasti a vivere nella discarica?

Quando restamo senza la possibilità di pagare l’affitto,ci spostammo tutti nella discarica, mia madre, il mio patrigno, il mio fratellino e io. Doveva essere il 1988. In tutti questi anni abbiamo vissuto in una baracca di legno, cartone e plastica, tutti rifiuti recuperati nella discarica. Quando non piove va ancora bene, ci siamo adattati, ma quando piove è un inferno, perché entra acqua da tutte le parti.

- Di che vivete?

A volte nei rifiuti si trovano avanzi di cibo. Poi raccogliamo e vendiamo lattine, vetro, cartone, plastica. Certo non riusciamo a comprare molto cibo. La situazione è peggiorata molta a partire dal 1996. Il numero delle persone che vivono nella discarica è cresciuto molto e c’è poco da dividere.

Anche il presonale della nettezza urbana ci fa concorrenza, scelgono e vendono già loro tutto ciò che vale di più. A noi non resta quasi niente.

Ogni giorno è più difficile mantenere la moglie e il figlio che mi è rimasto: due sono morti ancora piccoli.

- Quando è cominciata l’avventura delle case?

L’anno scorso è venuto Padre Angelo, ci ha riuniti attorno a lui, ha parlato di una parrocchia italiana di Grugliasco che ci avrebbe aiutati nell’acquisto del materiale, ci ha proposto di costruire noi stessi le nostre case. Più tardi è venuto un sacerdote italiano don Marco. Sono passate poche setimane e la camionetta di don Angelo è venuta a prenderci e sono cominciati i lavori. Ormai le case sono quasi finite e non vediamo l’ora di andarci ad abitare.

- Cosa è cambiato nella vostra vita?

È cambiato molto. È stata un’esperienza indimenticabile, adesso abbiamo la certezza di avere una casa e una vita migliore.

Prima non avevamo nessuna speranza di uscire dalla discarica, adesso non solo abbiamo un sogno, ma l’abbiamo visto realizarsi.

Per questo ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato. Apettiamo don Marco ed altre persone per inaugrare insieme “Vila Sao Francisco”.

 

Tratto da: “San Francesco in cammino” febbraio 2001

Comments are closed.