Oltre i confini

… perché la solidarietà diventi concretezza

Pellegrinando nel mondo – 2000

Pagina tratta dal volume…

 

Gerusalemme ed Ain Karem

Saliamo nell’area sacra del Tempio, di cui non resta veramente “pietra su pietra”. Ecco invece le due grandi e splendide moschee, centro di culto e di aggregazione sociale per la parte araba e mussulmana della città.

Ho provato a chiudere gli occhi e ad immaginare il grande e ricco Tempio del re Salomone, i grandi porticati, i cortili con are sacrificali, fino a giungere al “Santa Santorum”, la casa di Dio in mezzo agli uomini.

C’è un grande via-vai di fedeli, sacerdoti, venditori di animali per i sacrifici, di cambiavalute, tra bancarelle e contenitori per le offerte dei fedeli… E mi è parso di vederti, un poco infuriato, a buttare in aria bancarelle e tavoli, dare libertà ai poveri animali destinati alla morte e gridare con tono severo e minaccioso: “Avete fatto della casa del Padre mio una spelonca di ladri!”

Oppure ti intravedo, accostato ad un pilastro, contemplare i ricchi che lasciano cadere, con gradito rumore e guardandosi attorno, soldoni copiosi nel grande tesoro del tempio… ma il tuo sguardo è attirato dalla povera vedova che con fare furtivo lascia cadere pochi spiccioli e poi se ne va vergognosa per la scrsa offerta.

Tu, che leggi nei cuori di tutti e vedi il sacrificio più occulto, subito commenti con le persone che ti attorniano: “Quella poveretta ha dato più di tutti i ricconi”. Per far capire il tuo pensiero hai aggiunto: “Gli altri hanno dato il superfluo, il di più… lei ha dato tutto, anche il necessario per vivere”.

Gli amici mi distolgono dal mio fantasticare. Entriamo, lasciate le scarpe, nelle moschee, magnifiche costruzioni, ricche di ori e decorazioni. Su grandi tappeti fedeli islamici pregano Allah, sempre con il corpo rivolto verso la Mecca.

Cammino sulla grande spianata inondata di sole. Penso alle tante tue venute, Signore, al grande tempio della Città Santa, da quando, piccolo neonato, ti portarono i genitori per il rito purificatorio e riscattarono Te, Figlio di Dio altissimo e coeterno al Padre, con un paio di colombe, riscatto dei poveracci; a quando, dodicenne, venisti da Nazareth con la numerosa carovana dei pellegrini per celebrare solennemente la Pasqua liberatrice e diventare vero Ebreo osservante della legge, e alla sgridata di tua madre, quando ti ritrovò, dopo giornate di angoscia e di lacrime, proprio qui nel tempio a dare lezioni di Bibbia agli esterrefatti sapientoni e dottori della Legge. E altre volte sei venuto al tempio per insegnare, guarire ammalati e poveretti e ridare gioia e fiducia a persone angosciate per mali fisici e morali. Fino a quando ti portarono, qui vicino, incatenato per processarti, condannarti, ammazzarti.

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