Oltre i confini

… perché la solidarietà diventi concretezza

Gli auguri da Pemba

Natale!

Una Speranza nuova nasce come un miracolo di creazione sempre in atto.

È una speranza forte e al tempo stesso estremamente fragile, bisognosa di un cuore semplice e puro per poter nascere.

È una Speranza meravigliosamente piccola… come un bambino, ma al tempo stesso potente e grande come il divino!

L’attendiamo sempre come luce nuova ogni anno, eppure essa è presente ogni giorno, bussa alla porta della vita in ogni momento della nostra esistenza, sia essa difficile o dolce, triste o felice.

Chiede un varco nella nostra quotidiana lotta per crescere, sia nelle durezze sia nelle gioie che la vita ci dona.

Noi pensiamo di essere in attesa della Speranza, mentre è lei che attende noi per poter abitare nel nostro cammino, condurlo e illuminarlo con orizzonti luminosi che si aprono ad ogni passo del nostro vivere.

 

In Africa questa Speranza si chiama Vita

È accolta e cercata anche nelle situazioni iù disperate. L’anno accolta con immensa gioia Sufo e Zinha ed i loro figli. Eppure da pochi mesi avevano scoperto di essere tutti infetti dal virus del secolo, l’Aids. Una condanna? Non per loro! L’Aids li ha fatti affondare nell’abisso della disperazione, li ha indeboliti e quasi uccisi, ma poi la vita ha ripreso forza, la terapia antivirale e la cura della tubercolosi hanno rigenerato le loro forze e la vita ha iniziato a parlare di speranza, di continuità, di presente da vivere e futuro da accogliere.

Da qualche mese Zinha attende un bambino. Una nuova vita desiderata e attesa.

L’Africa, con la sua precarietà di vita, crede più di noi alla vita..

L’Africa, con la sua povertà materiale, sa accogliere la ricchezza dei figli con più generosità…

La loro reazione è stata infatti di gioia e di speranza: un segno di continuità da accogliere come dono che conferma che la vita è creazione senza fine e che in essa c’è il tocco di Dio che ci parla: “L’amore con cui mi accogli è più grande di ogni paura. Ciò che conta non è quanto si vive ma quanto si ama…”.

Il nascituro nel grembo di Zinha è stato un inno di vita in tutta la famiglia, ha portato il sorriso e la speranza come un arcobaleno annuncia il sole dopo la tempesta.

 

Così noi attendiamo ogni Natale…

L’attendiamo come un segno di sole nelle nostre tempeste, come un inno da cantare alla vita che si svolge, come un’opportunità nuova per credere con tutto il cuore che ciò che conta non è quanto di vive, dove si vive, come si vive… ma quanto si è capaci di amare con un cuore semplice, pulito e puro e quanto si è capaci di nascere come bambini ogni giorno e vivere contagiando di Speranza!

 Laura

 

tratto da: “San Francesco in cammino” Dicembre 2011

 

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